Estero

Come essere più belle con le lenti a contatto colorate!

Come essere più belle con le lenti a contatto colorate!

Questo anno ho deciso di regalarmi un bel paio di lenti a contatto colorate, di quelle che si vedono utilizzate oggi giorno in tutti i canali televisivi da una marea di attori e di attrici, e di presentatori tv e di presentatrici tv! E però vi è una brutta cosa nel fidarsi dei personaggi tv che si vedono così spesso, e che però io vi dico non ha nulla a che fare con il tipo di prodotto che si viene a rivendere in sé e per sé, ma solo per tutto quello che è il rischio di incappare in una moda senza alcun senso. E difatti, se riesci comunque a comperare il prodotto giusto e che soprattutto ti piace per davvero, non te ne pentirai ben mai.

Io comunque mi sento di dover dire tutto quanto ci abbia a che fare in un pianeta che vede oggi una crisi a dir poco assoluta dal punto di vista della economia generale, e io penso allora che ove sia possibile portare a casa qualche soldo di risparmio, magari lo si debba fare fin da subito e senza alcun dubbio, e allora io credo che si debba muoversi con una analisi attenta dei prezzi di ogni singola confezione di lenti a contatto colorate. E inoltre e in prima battuta che bisogna per forza e di per certo prendere in piena e totale considerazione anche se quel colore sta per davvero bene con il vostro colorito e colore dei capelli.

E quindi se me lo consentite io vi vorrei dire che vi è il pieno bisogno di stare ben attenti anche alla salute in relazione a quanto si consideri di sapere e poter utilizzare questa specie di strumenti, in modo da poter tenere attenzione solo a quanto si sappia e possa utilizzare, e non dunque a comperare cose che non vi servono.

Oggi occhi blu, domani occhi verdi, e poi… chissà!

Io credo che questo dovrebbe bastare per farvi intuire la assoluta e totale bontà della mia affermazione in favore delle lenti colorate che invece e di tutto possono darvi un aspetto e una bellezza nuove, richieste per tenere pulita una casa: solo in questo modo infatti si possono guadagnare ben tanti vantaggi i quali altrimenti e in caso opposto andrebbero persi in sé e per sé e del tutto, e inoltre in modo così da lasciarli del tutto inutili e non utilizzati, in sé.

Quali prospettive fuori dall’Italia?

Quali prospettive fuori dall’Italia?

Ci si può chiedere come venga giudicata negli altri paesi altri dall’Italia una prospettiva di crescita che spinga e coinvolga il lavoro inteso nella sua prospettiva più sociale. Io credo che questo possa essere di primo obiettivo per tutti, visti i notevoli riscontri positivi che questo può determinare, e che sono sempre e comunque propri e intrinseci alla stessa vita sociale.

Se voi doveste concentrarvi in questa direzione vi potreste senza alcuna ombra di dubbio accorgere del pieno e assoluto e garantito valore di un valore proprio del lavoro sociale anche in ottica più generale e più statale e magari anche pure e anche in ottica di redistribuzione di welfare e di ricchezza tra i cittadini, che tocca dunque e anche e pure i meno abbienti e i meno fortunati in ambiente di lavoro e di vita. Io credo che non si possa dimenticare una importanza centrale e fulcro in questo senso, come immagino voi siate in accordo con me.

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Il lavoro sociale all’estero

Il lavoro sociale all’estero

Non voglio parlare dei motivi per i quali dovremmo andare a vivere all’estero, anche perché credo che il livello apri qualità di vita in Italia sia davvero molto alto, rispetto a moltissimi luoghi che consideriamo democratici e pieni di possibilità lavorative. Ogni cosa ha due facce della medaglia, e mentre si ci sono moltissimi lati positivi in Italia, c’è ne sono molti altri negativi; purtroppo, uno dei punti deboli rappresenta il poco riguardo perché lavora nel sociale, infatti gli assistenti sanitari, le persone che lavorano con gli anziani, o con i disabili non sono granché pagati, e molto spesso hanno contratti davvero corti, e che non sanno mai se vengono rinnovati.

Poco tempo fa mie capitato di parlare con una signora, mamma di una mia vecchia amica, che mi raccontava le condizioni di precarietà nella quale lavorano la maggioranza delle persone coinvolte in attività sociali, lavori socialmente utili che al contrario dovrebbero essere pagati somme molto più importanti; la realtà è che la signora dopo 35 anni di lavoro statale si trova a non riuscire ad arrivare a fine mese. Si tratta di una delle ingiustizie italiane, quando al contrario, tutti i lavori che riguardano il terzo settore sono molto pesanti, richiedono una certa forza mentale alcuni, ed altri sono anche quelli che in pochi farebbero.

Si tratta infatti di lavori che dovrebbero essere particolarmente tutelati, come succede i Germania o nel Regno Unito, si tratta dei lavori meglio pagati con tanto di contratti, pensione e assicurazione sanitaria garantite; questo approccio così diverso al mondo del lavoro sociale comporta anche una struttura lavorativa che darebbe maggiori opportunità al sistema italiano sicuramente; anche da un punto di vista strategico commerciale, puntare su strutture sociali non fa altro che aumentare anche il benessere generale; il lavoro sociale è forse uno dei settori più importante, ma noi sembriamo ancora uno dei pochi stati avanzati a non considerarlo nel modo giusto. All’estero sembrerebbe che entrambi pazienti e lavoratori siano giustamente retribuiti, anzi, molte volte si tratta proprio dei lavori meglio retribuiti, perché sono considerati molto importanti.

Fai un lavoro importante…

Esattamente, si tratta di un lavoro considerato indispensabile e necessario alla convivenza, e con questo mi riferisco a tutta la sfera del sociale dagli spazzini agli educatori, ognuno di loro fa un lavoro davvero importante per la societàImmagina se nessuno volesse più fare polo spazzino, o lavorare con gli anziani o con i disabili, anche la gestione del sistema sarebbe molto diverso, e propina o poi si sentirebbe la necessità di creare la voci del genere.

Come ho già scritto, da questo punto di vista mentre l’Italia non ha ancora ben chiaro il ruolo del sociale, e le persone che lavorano a contratto indeterminato vivono nella più competa precarietà, e questo non dovrebbe verificarsi, dovrebbe essere tutto il contrario.