Il lavoro sociale all’estero

Il lavoro sociale all’estero

Non voglio parlare dei motivi per i quali dovremmo andare a vivere all’estero, anche perché credo che il livello apri qualità di vita in Italia sia davvero molto alto, rispetto a moltissimi luoghi che consideriamo democratici e pieni di possibilità lavorative. Ogni cosa ha due facce della medaglia, e mentre si ci sono moltissimi lati positivi in Italia, c’è ne sono molti altri negativi; purtroppo, uno dei punti deboli rappresenta il poco riguardo perché lavora nel sociale, infatti gli assistenti sanitari, le persone che lavorano con gli anziani, o con i disabili non sono granché pagati, e molto spesso hanno contratti davvero corti, e che non sanno mai se vengono rinnovati.

Poco tempo fa mie capitato di parlare con una signora, mamma di una mia vecchia amica, che mi raccontava le condizioni di precarietà nella quale lavorano la maggioranza delle persone coinvolte in attività sociali, lavori socialmente utili che al contrario dovrebbero essere pagati somme molto più importanti; la realtà è che la signora dopo 35 anni di lavoro statale si trova a non riuscire ad arrivare a fine mese. Si tratta di una delle ingiustizie italiane, quando al contrario, tutti i lavori che riguardano il terzo settore sono molto pesanti, richiedono una certa forza mentale alcuni, ed altri sono anche quelli che in pochi farebbero.

Si tratta infatti di lavori che dovrebbero essere particolarmente tutelati, come succede i Germania o nel Regno Unito, si tratta dei lavori meglio pagati con tanto di contratti, pensione e assicurazione sanitaria garantite; questo approccio così diverso al mondo del lavoro sociale comporta anche una struttura lavorativa che darebbe maggiori opportunità al sistema italiano sicuramente; anche da un punto di vista strategico commerciale, puntare su strutture sociali non fa altro che aumentare anche il benessere generale; il lavoro sociale è forse uno dei settori più importante, ma noi sembriamo ancora uno dei pochi stati avanzati a non considerarlo nel modo giusto. All’estero sembrerebbe che entrambi pazienti e lavoratori siano giustamente retribuiti, anzi, molte volte si tratta proprio dei lavori meglio retribuiti, perché sono considerati molto importanti.

Fai un lavoro importante…

Esattamente, si tratta di un lavoro considerato indispensabile e necessario alla convivenza, e con questo mi riferisco a tutta la sfera del sociale dagli spazzini agli educatori, ognuno di loro fa un lavoro davvero importante per la societàImmagina se nessuno volesse più fare polo spazzino, o lavorare con gli anziani o con i disabili, anche la gestione del sistema sarebbe molto diverso, e propina o poi si sentirebbe la necessità di creare la voci del genere.

Come ho già scritto, da questo punto di vista mentre l’Italia non ha ancora ben chiaro il ruolo del sociale, e le persone che lavorano a contratto indeterminato vivono nella più competa precarietà, e questo non dovrebbe verificarsi, dovrebbe essere tutto il contrario.